Insulti di Roma


C’è qualcosa di molto pratico, ma anche grandioso nel modo in cui si esternano certi insulti negli intorni Romani.

Oggi, sempre nello scherzo, dico ad una amica che cammina storta nel corridoio. Lei per ripicca mi risponde “ci camminerai storto tu, e tutti quelli del tuo palazzo

Ecco, questo è geniale! Coinvolgere nella ingiuria, non già la famiglia (che per un meridionale potrebbe essere motivo sufficiente di attacco armato) ma della comunità attorno.

Dopo una breve riflessione, ho riso, e le ho fatto i complimenti, perché l’inclusione dell’intorno sociale fa si che io non possa nemmeno tornare a casa, e confrontarmi con gli inquilini, o i vicini di casa e chiedere loro conferma “ma cammino storto io?” perché ha già reso loro partecipi della mia vergognosa condotta.

Ecco l’insulto romano, ti avviluppa come una casacca, ti punge e non ti lascia altro scampo che rispondere a tono “si però da te l’AMA la spazzatura nemmeno se la porta, perché non vogliono rischiare di confondersi con le persone che ci abitano” in un vorticoso giro di fantasie e crescendo iperbolico.

Amo Roma, anche per questo motivo; anche quando ti insulta, Roma, lo fa da vera Capitale.

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