Perchè Ti Amo Wittgenstein?


Come ogni maschio adulto, raccolti i punti di adultitá giornaliera – taglia il prato, fai le pratiche, timbra il cartellino, metti la benzina, paga le bollette – posso usarli per l’attivitá mia preferita: leggere fumetti.

Wittgenstein, o mio Wittgenstein, ma come ci riesci?

Ho trovato una edizione semiseriapiùcheseria, che miscela illustrazioni giocose in bianco e nero, con critica del pensiero di questo filosofo morto giovane – come piace agli dei – che ha rivoluzionato logica, pensiero, linguistica e filosofia. Ma che spesso è sconosciuto.

 
A ‘mo di vignetta dice “la riflessione [su un argomento] comporta un’oscuritá dovuta all’ombra che getta l’indagatore stesso“, come tanti altri avevano detto nel passato, insomma relativismo puro: io vedo quello che credo di vedere.

Wittgenstein è il prodotto di un temperamento audace, svergognato nelle sue domande che mettono a nudo le nostre paure. Definisce un problema filosofico come quando puoi dire di esso NoN mi ci Raccapezzo.

Wittgenstein, all’apice dei riconoscimenti sul suo genio, cosa fa? Molla tutto e va a fare il maestrino in un paese sperduto. Non vuole essere usato, trasformato in un mito, in un produttore di aforismi, o di contenuti da talk-show, ma vuole continuare a solleticare le menti – come un moderno socrate, ma con lo sguardo da psycho.

Eclettico, dal 1926 al 1928 si costruisce una casa. Cuore di ingegnere, definisce l’architetto perfetto “un muratore che ha studiato latino“.

ESISTENZA

Il primo motivo per cui ti amo, mio caro tesoro, è che l’esistenza che percepisci tu, è un connubio tra paradigma, possibilitá, relativismo, spiritualitá e senso.

Esiste il mondo delle cose.
Ed esiste il mondo dei fatti.
(Non pensare di capirlo subito. Leggi prima Wittgenstein)

Noi crediamo di vivere nel mondo delle cose, ma in veritá, in veritá vi dico, che viviamo nel mondo dei fatti. Questo è il mondo linguistico in cui siamo immersi. Questo significa che mentre io vedo un ANGOLO dietro una strada, ma anche nel bordo del mio quaderno, un signore inglese vede un CORNER sulla street e tre ANGLES in un triangolo.

La realtá delle cose – sempre che esista – è presumibilmente la stessa. Ma i due vivono un mondo linguistico (reale) diverso. Le esperienze che fanno, la vita che vivono, l’amore che provano, è loro unico. E quando indicano l’oggetto di cui parlano in realtá sono due mondi separati che parlano vite separate.

Non pensare di capirlo ora, adesso. Wittgenstein va cullato, letto la sera dopo le 23.00 per lasciare taboo e pensieri consci ai piedi del letto. È un tesore maledetto che si ritrova poi nelle pantofole di inverno, e che non ti riscalda.

NUMERI

Io amo i numeri, sempre amati. Ma tu, Wittgenstein ti amo di più.

Ti chiedo a bruciapelo, quanto fa 4 per 4? 16. Bravo. Forse.
E ora dimmi 50 per 50. Non è a trabocchetto. Dici 2.500? Sei sicuro?

Io ho messo 4 file di carte, ognuna di 4 carte, sul tavolo. Poi le ho prese e contate ad una ad una. Sono 16. Ho ancora qualche dubbio, ma di meno di prima. Diciamo che 4 x 4 = 16. Sperimentalmente. Empiricamente. FATTO.

Hai mai provato a mettere 50 file di 50 pezzi del lego, e poi contarli? Dico a te, furbone lestofante, che hai risposto da saputello 2.500. No? E allora come lo sai?

Ho degli amici – fisici – che mi diranno parole tipo induzione, deduzione etc…ma non mi fido. Non più. Invoco il potere di Popper!

Quello che mi ha fatto male, caro tesoro, è stato che mi hai tolto la fiducia nei miei cari numeri. Ma va bene, solo perchè tu sei più bello.

CONCLUSIONE

Ti amo Wittgenstein, perchè invece di chiedere di venerarti, o di parlare di te, o di stampare le figurine, o la maglietta – tipo ccechevara – quello che mi hai chiesto dall’inizio è stato solo pensa con il tuo cervello.

Hai voluto che, libero come sei stato tu, anche io fossi libero di pensare.

Non mi hai chiesto di amarti. Per questo ti amo.

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