Che vuoi fare da grande?


Chi vuole essere fotografo?

Ci sono 4 tipi di professioni che conosciamo e sono ripartite secondo due criteri: se è un lavoro che piace o no, se è un lavoro che gli altri invidiano o meno.

un cuore di fotografoVerifichiamo.

  1. La prima categoria è lo spazzino l’operatore ecologico. Non è bello, nessuno lo invidia
  2. La seconda categoria è lo scrutinatore di film per il festival di Cannes. È un lavoro invidiato ma per chi lo fa è solo stanchezza, lontananza da casa -leggi dal divano-, viaggi lunghi e solitudine
  3. Il terzo tipo è il bibliotecario, da nessuno invidiato ma che per l’accanito lettore/conservatore è come stare in paradiso
  4. Il quarto lavoro è il ginecologo, invidiato dai molti per via dei paesaggi visitati, piaciuto a chi lo professa per via dei molti soldi ricevuti

E il fotografo? ‘ndo sta?

Molti dicono che, come ogni lavoro artistico, sia bello da fare una settimana, invidiato da tanti, ma che a farlo davvero risulta pesante, logorante, stressante e avvilente.

Io dico che è come il ginecologo:
di giorno visita per lavoro la salute privata delle donne, di sera non rifiuta di conoscere nuovamente moglie o compagna.

Dimostrazione?
Trovatemi un fotografo che faccia solo foto a pagamento e non porti la sua intima e fidata amica con sè in vacanza o con famiglia.

E dico di più!
Il fotografo può dire, toccare, saggiare e spesso, modificare a suo modo l’opera che lavora. Beh, anche lo spazzino. Ma appartiene ad un’altra categoria.

Allora perchè i fotografi professionisti lamentano le mille incertezze, i dolori, le stanchezze del loro lavoro?
Il motivo è che sono sinceri, ma che mischiano la parte artistica e la parte amministrativa.
Fare SEO online, marketing, biglietti da visita, sorrisi ai clienti, foto noiosamente uguali a chi le chiede, è amministrazione, è come per il medico compilare le ricette, per l’imprenditore dettare una lettera alla segretaria.
Necessario.
Amministrativo.
Fondamentalmente noioso.
Time-consuming.
Necessario, fino ad oggi.

Lavorare come fotografo significa lavorare.

Ma è anche viaggiare, cambiare il mondo, creare, immaginare, sognare, rendere felici, dare emozioni.
E anche rilasciare fatture e pagamento IVA e chiedere le ricevute al ristorante e buoni benzina e comprare hard disk e scanner e sd card.

Ma è creazione, arte.

A volte occulta, propinata di nascosto.

Come per dire:

“Quei due pixel sono uno bianco e uno nero.
La vuoi a colori saturi, mentre per me doveva essere tenuta monocromatica.
Chi se ne fotte, quei due pixel sono in bianco e nero come avrebbero dovuto essere.
E non li cambio!”

È creazione, magia, desiderio, sogno.

E ce la invidiate tutti voi.
E noi vi mettiamo punti neri e punti bianchi.
Quando diciamo noi

Punto.

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