Sotto i vestiti cosa c’è? Splendida pelle


the strong sun makes all a silhouette, therefore you cannot tell the skin color of two mysterious women sitting before a train window

Sicilia, terra lontana, paesaggi mozzafiato.
Sicilia, terra di confine.

Per anni abbiamo creduto che il nostro fosse il colore della pelle italiana.
Per anni abbiamo chiamato marocchino il prossimo che mendicava o puliva i vetri delle macchine ai semafori. O che distribuiva volantini. Anche se era biondo e albino.

“Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta, …” per sentirci uniti sotto una battaglia di sangue avvenuta 150 anni fa. Perchè tanto siamo provinciali. Il mondo che ci circonda è circoscritto al bar dello sport, al supermarket, al mercato del sabato. Tutto dentro il comune, entro 5km.

Poi viaggi; per fortuna sei disoccupato. Affamato. Povero.
Volo senza ritorno. Milano o Roma. Tanto non importa
È solo un primo passo del viaggio.

Il primo moto è di disprezzo. Di paura. “Puzza” è quello che pensi più spesso. E via a creare collegamenti tra l’odore, il colore, la religione e lo status sociale.
[Sei stato mai in un ristorante cinese per ricchi?]

Nice to meet you riesci a pronunciarlo discretamente. Ma poi devi farti valere a gesti. Conti sulla maglietta vistosamente italiana, gli spaghetti nello zaino e la faccia da piacione. E funziona a volte.

Scopri Ryanair. Scopri il mondo del low cost. Weekend che iniziano presto il venerdì e terminano nel mondo dei sogni del lunedì dei pendolari.
Adrenalina.
Stanchezza che si accumula.
Adrenalina.
Occhiaie.
Foto da mostrare agli amici. Tutte opportunamente accanto a vistosa straniera voluttuosa. Straniera di cui non sai il nome. Con cui hai diviso solo il tempo della posa per la foto. Thanks. Bye bye.

Eppoi il tuo Sliding Doors personale.

[Scena 1]

Luci forti. Poco contrasto. Quadricromia di semplici concetti:

  • Noi
  • Mio
  • Qui
  • Loro

Forte di questi stabili elementi riesci a valutare il mondo. Cosa accade ricade sempre in uno di questi. E a te basta che sia nei primi tre per farne parte. Per poterlo amare. Per accettarlo.

Traduci i concetti nel miglior modo. Per te.
Sei a Padova e con facilità interpreti:

  • Noi di Padova (eventualmente del Veneto)
  • Mio di me, mia madre, mio padre, mia moglie (se non abbiamo firmato l’accordo prematrimoniale) e dei figli che riconosco
  • Qui, a Padova, ovviamente
  • Loro, ladri schifosi, sporchi, che ci rubano le macchine, spacciano, non pagano le tasse. Terroni soprattutto. A volte africani. Ma peggio i meridionali.

[Scena 2]

Luci soffuse. Pomeriggi sudati. Contrasto elevato. Ma che si assottiglia man man che abitui gli occhi. Monocromia, quasi color seppia. Foto anticata.
Il bianco e nero non sono colori. Vedi le sfumature di tono, non i colori.
Il bianco e nero non sono significati. Sono due amici, due facce della medaglia. Che si allungano a vicenda per creare dettagli e figure.

Il bianco e il nero non sei tu e loro.
Il bianco e il nero sono futuro e passato. Che nei meandri delle sfumature, diventano la realtà. Sfocano in concetti che hanno limiti sempre più labili.

Non riesci più a riconoscere il nemico. L’esterno. L’estraneo. L’invasore.

Cominci a parlare lingue diverse. Male tutte. Peggiora il tuo italiano.
Ridi più spesso. E non te ne accorgi.

Poi vedi la foto color seppia. E capisci che il colore vecchio sei tu.
Prima. Nel tuo sfortunato parallelo di ristretta cecità.
Il bianco sono loro. Siamo noi.

E mi sono quasi scordato di essere ancora meridionale. Terrone. Siculo.

[Finale]

Sei a Venezia. Ti incontri.

Tu in quadricromia valuti veloce l’altro te.
“Hippie, di merda. Ma perchè non vanno a lavorare? E noi a tirare il paese.”

Tu in bianco e nero sorridi. Non vedi che l’altro è a colori. Foschi e sbiaditi.
“Che bella Venezia. Andiamo in Hotel. Ad amarci al chiaro di luna.”

E sotto il sole che batte forte non capisco dove mi trovo.
In bottega a vendere maschere del moro, per portare i soldi a casa dai miei piccoli?
O dietro la vetrina a scegliere quale souvenir portare alla mia bimba mista, bianco gialla nera rossa; che mi aspetta a casa?

Il sole batte forte.

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