Senza ansia di prestazione, in meno di 1 secondo


Time

Spesso mi perdo.
La società di oggi ci ha salvato dalla guerra, dalla rivoluzione, dalla battaglia. Non ho fatto il militare, studiando abbastanza all’università. In piazza sono sceso perchè seguivo una bella ragazza. L’occupazione al liceo per saltare delle lezioni.
Sono vivo, non ho cicatrici. Sono vivo. A metà.

Non ho mai mangiato patate o pasta per necessità ma per desiderio. E ringrazio l’abbondanza di giochi che ho avuto. Ma mi confondo.

Ho passato ormai la seconda decade, ma non mi trovo.
Non trovo quella stanchezza negli occhi dell’uomo che deve arrivare. La saggezza di scontri, il guizzo di riunioni clandestine, l’occhio nero per randelli di strada, la luce di desiderio dei morsi della fame.
Sindrome di piccoli Peter Pan. Che non ci credono.

Notte. Buio. Silenzio. Testine meccaniche di un hard disk girano in maniera artificiale. Il respiro degli altri che dormono. Mi sembra di trovarmi.
Induco stanchezza per sentire un peso che non ho mai capito, solo dai racconti di libri d’epoca, di bandiere rosse sventolanti nel ’68.
Il paradiso deve essere conquistato, ma solo se sai distinguerlo dall’inferno.

E nel roteare di pomeriggio notte mattina pranzo ufficio sera merenda cena e colazione il tempo mi gioca degli strani scherzi.
Corre quando scrivo, si ferma sulla punteggiatura; saltella…
Lento da colazione a pranzo per poi accelerare fino a sera: “la cena è pronta! Vieni a sederti a tavola”.
Avanza il mese presto per vedere lo stipendio, e poi va pianissimo quando finiamo i soldi della spesa. Il carrello va in stop-motion da un reparto frigo al congelatore. “Ha la tessera punti?”.
Stacco.

Trovo che in BIANCO e nero sia più facile guardare il mondo, capisco meglio chi sono i cattivi e li isolo in un quadrante.
E lenti molto aperte per usare tempi brevi. O tempi veloci. Tanto è uguale.

Allora metto 1/2000s e scatto di corsa.
E tutto si ferma.
Il tempo non esiste più:

non c’è ansia da prestazione, una posa tra le cento in ordine nel decimo di secondo sarà di certo a fuoco.

E rimango giovane come mi sento,
per un tempo infinito,
che dura meno di un millesimo di secondo.

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