What? The Ugly Truth

No beliefs doesn't mean Don't believe

Gli sporchi imbrogli di un analista di dati


Ogni volta che preparo una slide, penso a come usare i dati che mi hanno fornito. E puntualmente mi sento di aver imbrogliato tutti.

Voglio confessare questa vergogna, da analista dati pentito.

Prendiamo il classico esempio che gira su facebook, per provare che Dio non esiste.

20121102-180718.jpg

Cosa dice? Molte cose. Molte nascoste:

  • Parla di scienza, e misura un asse con il quoziente di intelligenza QI
  • Usa la percentuale di ateisti come se fosse un obiettivo da raggiungere (per chi legge da sinistra a destra)
  • Posiziona gli assi per mostrare una curva crescente verso destra, e cioè correlazione positiva
  • Propone il QI come se fosse un segnale positivo

Allora vediamo come gli stessi identici dati possono mostrare qualcosa di diverso.

20121102-180724.jpg

Ora troviamo che la fede è un obiettivo e che la crescita di fede implica diminuzione di QI. Sembra quindi che il QI sia un ostacolo, dunque.
Inoltre l’ateismo e l’agnosticismo non vengono confusi, e non viene considerato ateo chi non ha preso posizione.
Inoltre una curva a discesa verso destra comunica un segnale di opposizione, e non conferma nulla ad uno spettatore. Solo che c’è qualcuno che perde in entrambi casi.

In ultima analisi, dico che non bisogna mai bere le rappresentazioni di dati senza sapere la morale e l’obiettivo di chi crea il grafico.
Perchè chi mette i colori, mette anche le idee.

Per restare a tema, prego che nessuno capisca, e capisco perchè nessuno vorrà crederci.

Licenza Creative Commons
[ITA] Questo articolo è opera di Paolo Russo ed è concesso in licenza sotto la Licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 3.0. Per superare i limiti della Licenza, potrebbe bastare chiedere qui.
[ENG] This post is a work of Paolo Russo and is licensed with the Creative Commons License Attribution – Share it Alike 3.0. Permissions beyond the scope of this license may be available asking it here.
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3 comments on “Gli sporchi imbrogli di un analista di dati

  1. Stefano Stefanosky Varano
    November 2, 2012

    queste cose andrebbero fatte alle elementari, così come per le tecniche di linguaggio usate nelle pubblicità. grazie incursore di dati

    • serpentium
      November 2, 2012

      e invece si instillano miriadi di pre-concetti e pochi strumenti per analizzare le cose da noi stessi

  2. Pingback: Le Belle Curve che non avevo Capito | Se Dio

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This entry was posted on November 2, 2012 by in christianity, marketing and tagged , , , , , , , .
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