La realtà non esiste, partiamo da questo.
Esiste la nostra interpretazione dei fatti che percepiamo. Veri o illusioni che siano.
Da questo, vi racconto due storie, che sono forse una sola.
La storia di tre credenti
Arriviamo in macchina alla stazione Tiburtina in ritardissimo, alle 7.30 di stamane. Io italiano (anche se non sembra) e Gloria coreana (del sud, si certo).
La cugina di Gloria sarebbe arrivata alle 7.15, treno da Milano.
“Rimani sul binario in qualunque caso, fino a che non mi vedi”
anche se in coreano suona tipo “akke uessohh, takeoh, sarami nado attah“
Io attendo in macchina, Gloria va a cercarla. Torna dopo 20 minuti. Infuriata.
Treno arrivato in orario. No cugina in attesa.
Vado io, pazienza in mano, in tasca e preoccupazione di perdere una mattinata.
Giro intorno, provo binari diversi. Chiedo, salgo scale.
Torno quasi in macchina.
Poi decido di provare a salire nella zona tipo privè in alto.
Juri sta quasi piangendo, non parla una dico una parola di italiano e smozzica appena l’inglese. Sta pregando che tutto vada bene. Nel mezzo del suo discorso sente…
Juri! Here you are! Let’s go (eccoti! andiamo)
Credeva fosse Dio a parlarle, ma la voce è quella familiare di Paolo.
Intanto Gloria in macchina, con due bimbi piccoli che piangono, attende da oltre mezz’ora.
Prega che tutto vada liscio.
Al termine della preghiera, appare in quel momento la testa di Paolo dalla scale.
Con uno zaino che non aveva prima.
La storia di un viaggiatore in attesa in stazione
Un treno arriva.
Un treno parte.
Un treno arriva.
Leggo il giornale.
Una ragazza mozzafiato passa di fronte a me.
Dei turchi in gruppi.
Cinesi, filippini.
Una ragazza orientale rimane sola al binario 17.
Una ragazza alta e molto attraente passa avanti e indietro davanti a me al binario 15.
Scompare.
Riappare al 17.
Sembra nervosa.
È sola nel raggio di 10 binari vuoti.
Leggo il giornale.
Peccato che la ragazza non ci sia più.
Passa un ragazzo, forse arabo.
Binario 15. Binario 17.
Chissà che cerca…sarà legale? Con quella faccia.
Riappare di nuovo il ragazzo.
Sale sulle scale mobili.
Ritorna con la ragazza orientale solitaria.
Quasi quasi chiamo la polizia, spero non sia traffico clandestino di prostitute.
Ma no, dai. Non sembravano cattive persone.
Paradigma
Tutto ciò che vivi e senti, è interpretato dentro al paradigma che hai scelto, non si sfugge.
Se credi, credi.
Se non credi,
cioè credi che non credi,
cioè spesso credi nella scienza, come fosse la tua religione.
I fatti?
Dipende da te.
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