La cosa più rilassante che trovo è il suono del mare.
Ssshhhhhh, woooosshhhh.
Smetto di ascoltare chi mi parla accanto e vedo la mia mano che estrae la mia piccola macchina fotografica portatile (un iPod).
Inquadro e scatto.
Guardo cosa è venuto fuori.

È diverso da come lo vedevo io.
Abbasso la realtà
.
Clicco fuori, giù e trovo una applicazione amica per spostare la cruda materia verso il mondo dei sogni.
Modifico colore, saturazione, contrasto, luminosità, si! anche il bilanciamento del bianco.
Vignetta o cornice?
Guardo e mi rilasso un pò, nel trovare di nuovo quasi quasi quello che sento.

Dopo una lunga pausa di almeno dieci secondi, il mio essere quasi-autistico introverso, mi costringe ad esplorare meglio la modalità per entrare nel mio mondo.
Tiro fuori l’iPad e la bacchetta magica che fa apparire cose sul tablet. Apro la bellissima app Paper e ricomincio dall’inizio a fare comparire quello che già vedo.
Parto da zero, bianca facciata e veloce schizzo tutto.

Ora ho un prodotto costruito dal basso, dal bianco verso il nero, per redere il colore; e un prodotto costruito dall’alto, dalla luce che viene scremata e filtrata verso il buio, per dare il colore.
Mi rilasso e metto comodo.
Ora faccio lavorare tasti, bottoni, fascette e regolatori.
Mischio i due materiali, ancora grezzi.
Sfilo un pò una cerniera ed ECCO! Appare un pò di immaginazione nel mondo reale.

Lascio che tutto il sogno trabordi e si riversi fuori. Poi lo pulisco, lo accarezzo. Blandito, si lascia acciuffare e domare.
Ci abbracciamo e chiudiamo il respiro.

Mi sdraio e chiudo finalmente gli occhi.
Ora vedo.
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |




















