Spiando di notte


Notte d’autore – appostamento

Sono davanti al palazzo indicato.
Passeggio avanti e indietro per 3 volte in un’ora.
Silenzio, nemmeno i gatti.

Un cespuglio spunta fitto tra una cabina telefonica e un cartellone pubblicitario. Mi siedo sul marciapiede, con un sacchetto, con dentro una birra. Una ragazza brufolosa che passa due volte, non mi degna nemmeno di uno sguardo. Sono perfetto.

Bevo un po’.
Sonnecchio.
Attendo.

Incontro

A terra accanto a me, coperta parzialmente dal mio maglione, spunta fuori un teleobiettivo puntato diritto di fronte a me, in alto. Vedo la scena dal LCD che appare dall’altro lato del maglione. In mano un comando a infrarossi per scattare quando mi desidero.

Attendo.
Bevo un po’.
Immagino.

Vedo un movimento e delle ombre che giocano.
Finalmente.
Bevo un po’.
Attendo.
Scatto.
Si scarica il telecomando.
Sorrido.
Tiro fuori il secondo telecomando.
Sono un genio.

Saldo lavori – una settimana dopo

Di nuovo giovedì. Aspetto fino a sera e arriva lei. So che è arrivata ancora prima di vederla, dal passo ritmato che ha, con il suo tacco 12 e lo stesso profumo di classe. Le consegno le foto a busta aperta. Per ricordarle che le ho viste e non c’è nessun mistero per me.
Lei sorride forzatamente “Qui c’è il resto. Per lei” mi consegna un’altra busta anonima, più piccola della mia.
Grazie” rispondo. Ringrazio sempre, quando mi pagano. Mi sembra cortese. Aspetto seduto che mi racconti la sua storia.

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